Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Racconto

OCCHI DI DONNA (da un’idea di Roberto Benucci)

Mi sveglio. Apro gli occhi ed è ancora buio. Mi trovo sdraiato su di un letto. Allungo la mano e sento il freddo metallo delle sbarre della testata. Mi tiro su e intanto gli occhi si abituano all’oscurità. Sono in una specie di stanza di ospedale, attrezzata, ma quasi vuota. C’è solo il letto dove sono seduto e alcune apparecchiature spente. Ho addosso una tuta che non riconosco. La mia testa è vuota, non ricordo neanche il mio nome. Mi risuonano nella mente solo alcune parole “occhi di donna” e un dolore insistente alla base del cranio. Mi alzo, infilo delle calzature della mia misura che trovo ai piedi del letto e provo a uscire dalla stanza. Se qualcuno prova sse a fermarmi, almeno potr ei chiedergli qualche spiegazione, ma non c’è nessuno. Attraverso un lungo corridoio bianco e completamente privo di qualsiasi attività. Alla fine del corridoio c’è una porta, la apro, la oltrepasso e sono fuori. Il posto dove ero, è una costruzione anonima su di una collina. In basso vedo le lu...

PUNTI DI VISTA

L’uomo camminava con passo affrettato, attraverso le strade buie della grande città, tenendo la testa bassa. Gocce di pioggia finissima bagnavano appena il suo soprabito sgualcito. Le persone che incrociavano il suo andare si scansavano intimorite dal suo sguardo fisso e dal fatto che parlasse da solo, muovendo i muscoli della bocca con scatti nervosi. Qualcuno lo guardava un attimo in più, chiedendosi quale discorso fosse elaborato con così tanta veemenza da quel volto scuro e concentrato, teso e distaccato da quanto gli accadeva intorno. Se avessero indugiato ulteriormente, forse avrebbero potuto carpire qualche significato all’interno di quel fiume di pensieri, che si traduceva in parole che uscivano da quei denti ingialliti dal fumo e da chissà cos’altro. Avrebbero sentito quell’uomo pronunciare una serie di sentenze, con vocaboli sempre diversi, ma che riconducevano ad un unico concetto; un’idea fissa che quella figura grottesca si ripeteva all’infinito. “ Sì… sì… Gli occhi dell...